{"id":3833,"date":"2023-06-26T21:01:10","date_gmt":"2023-06-26T19:01:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/?p=3833"},"modified":"2023-06-26T21:01:39","modified_gmt":"2023-06-26T19:01:39","slug":"abstracts-nr-1-5-2023-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/?p=3833&lang=it","title":{"rendered":"Abstracts, nr 1 (5) 2023"},"content":{"rendered":"<section class=\"kc-elm kc_row\"><div class=\"kc-row-container  kc-container\"><div class=\"kc-wrap-columns\"><div class=\"kc-elm kc_column kc_col-sm-12\"><div class=\"kc-col-container\"><div class=\"kc-elm kc-css-835518 kc_text_block\"><\/p>\n<h2>Luca Clerici<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IT.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"><\/em><\/strong> <em><strong>Orio Vergani: non solo reporter<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Nel luglio 2022 un importante raccolta di carte di Orio Vergani e dei figli Guido e Leonardo \u00e8 stata donata dai suoi nipoti ad Apice (Archivi della Parola, dell\u2019Immagine e della Comunicazione Editoriale), istituzione dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano. La donazione costituisce un\u2019importante occasione di studio e approfondimento dell\u2019attivit\u00e0 del grande giornalista, attivo in moltissimi campi (reportage, fotogiornalismo e letteratura, ma anche critica letteraria e d\u2019arte, editoria, pittura, cinema, radio, pubblicit\u00e0, enogastronomia), come dimostra il ritratto a tutto tondo di Vergani qui proposto sulla base di materiali inediti, ampiamente citati.<\/p>\n<h2>Gloria Politi<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IT.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Il reportage alla maniera di Tiziano Terzani: \u201eBuonanotte, Signor Lenin\" e le epifanie dei luoghi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il saggio propone un\u2019analisi di Buonanotte signor Lenin come espressione del genere del reportage nell\u2019accezione particolarissima data da Tiziano Terzani. La metodologia applicata fa riferimento alle teorie della critica letteraria, all\u2019ermeneutica del testo e alla narratologia. L\u2019analisi evidenza inoltre come la rappresentazione del flusso degli avvenimenti sotto gli occhi del lettore riveli uno sguardo interiore che, secondo Pavel Florenskij, imprime quasi un carattere figurativo al pari delle impressioni derivanti dalla poesia. La parola di Terzani esprime cos\u00ec tutto il suo potenziale evocativo come transfer narrativo della resa dello spazio nelle arti visive.<\/p>\n<h2>Wojciech Soli\u0144ski<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Umberto Eco &#8211; professione reporter?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019autore del testo analizza le traduzioni in polacco di due reportage di Umberto Eco, pubblicati in Polonia nel 2008. Queste opere sono state scritte e pubblicate per la prima volta in Italia nel 1968 dopo il soggiorno di Eco a Praga, durante l\u2019intervento delle truppe del Patto di Varsavia, e a Varsavia, dopo gli avvenimenti di marzo del \u201868. La lettura di questi resoconti \u00e8 accompagnata da riflessioni sull\u2019arte del reportage, sulla teoria della comunicazione di massa, ecc., presenti non solo nelle opere teoriche di Eco, ma anche in romanzi come Il nome della rosa o Numero zero. Osservazioni sull\u2019arte del reportage si trovano facilmente anche nei testi giornalistici, anche occasionali (ad esempio nell\u2019Introduzione alle edizioni italiana e polacca de Il Milione di Marco Polo). In questo contesto, le relazioni lette oggi rivelano tutti i vantaggi e gli svantaggi di questo tipo di attivit\u00e0 di scrittura, che non sono solo il risultato della distanza temporale e spaziale.<\/p>\n<h2>Sylwia Szarejko<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Lampedusa come \u201cPorta d\u2019Europa\u201d: L\u2019immagine dell\u2019isola plasmata nei reportage italiani attraverso il prisma del fenomeno dell\u2019immigrazione africana<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo mira a presentare ai lettori polacchi alcuni elementi ricorrenti dei reportage italiani che trattano il tema delle migrazioni africane nella penisola appenninica. Questo fenomeno \u00e8 stato analizzato da molti scrittori e giornalisti che hanno descritto le problematiche emerse negli ultimi anni. Tuttavia, una enfasi particolare \u00e8 stata posta sulle modalit\u00e0 di presentazione dell\u2019isola di Lampedusa. L\u2019isola, che fa parte dell\u2019arcipelago delle Isole Pelagie, \u00e8 diventata negli ultimi 30 anni non solo la proverbiale \u201cPorta d\u2019Europa\u201d, ma anche luogo della memoria delle migrazioni clandestine. Analizzando i reportage relativi a Lampedusa, risulta che per i lettori polacchi la cosa pi\u00f9 interessante possa essere appunto la prospettiva italiana di presentare quest\u2019isola.<\/p>\n<h2>Katarzyna Frukacz<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Quando un reporter \u00e8 in fase di ricerca. L\u2019ibridismo del libro \u201eCie\u0144 w cie\u0144. Za cieniem Zuzanny Ginczanki\" di Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo tratta il documentario di Jaros\u0142aw Miko\u0142ajewski, ispirato alla poetessa ebrea-polacca Zuzanna Ginczanka. L\u2019analisi mira a identificare due dimensioni del processo di ricerca, che sono il tema principale della storia. Da una parte c\u2019\u00e8 la ricerca di fatti e congetture sulla Ginczanka, con particolare enfasi sui parallelismi tra la scrittrice e selezionati elementi della cultura italiana. Dall\u2019altra si presenta il modo in cui Miko\u0142ajewski decostruisce la forma del reportage letterario e rende ibrido il libro, mescolando in esso generi diversi.<\/p>\n<h2><strong>Ewa S\u0142awek<\/strong><\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Stili di reportage di guerra contemporaneo: Wojciech Tochman e Wojciech Jagielski<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019autrice dell\u2019articolo sostiene che due eccezionali giornalisti polacchi che si occupano di guerra rappresentino due distinti stili (idiostyle) letterari. Wojciech Tochman pu\u00f2 essere incluso nella cerchia degli scrittori \u201cminimalisti-retorici\u201d, mentre lo stile di Wojciech Jagielski pu\u00f2 essere descritto come \u201cmetaforico\u201d. Nell\u2019articolo, per dimostrare questa tesi nell\u2019interpretazione delle opere di Tochman, tra cui: Jakby\u015b kamie\u0144 jad\u0142a; Dzisiaj narysujemy \u015bmier\u0107; Pianie kogut\u00f3w, p\u0142acz ps\u00f3w, vengono utilizzati strumenti di analisi linguistica. Con lo stesso metodo sono stati analizzati selezionati lavori di Jagielski: Wie\u017ce z kamienia i Modlitwa o deszcz. Il minimalismo di Tochman deriva dall\u2019utilizzo creativo della sintassi, dall\u2019uso delle costruzioni sintattiche pi\u00f9 elementari e delle espressioni non predicative e dalla semplice esposizione dei fatti. D\u2019altra parte, Jagielski si concentra pi\u00f9 sulla semantica, quindi nel suo stile sono presenti un ampio numero di metafore, confronti ed epiteti.<\/p>\n<h2>Igor Borkowski<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"><\/em> <em>Le peculiarit\u00e0 del reportage giornalistico dopo il 24 febbraio 2022 attraverso i testi del \u201cTygodnik Powszechny\u201d<\/em><br \/><\/strong><\/p>\n<p>Il testo \u00e8 un\u2019analisi delle tecniche e degli strumenti utilizzati per la cronaca riguardante il conflitto bellico dopo l\u2019aggressione della Russia contro l\u2019Ucraina (il 24 febbraio 2022), sull\u2019esempio dei reportage giornalistici pubblicati sul \u201cTygodnik Powszechny\u201d. Tra le linee tematiche della ricerca ritroviamo la prospettiva geopolitica di alcune aree dell\u2019Ucraina, nonch\u00e9 l\u2019accurata selezione di esempi biografici, facilmente decifrabili e identificabili da parte dal lettore del settimanale socio-politico.<\/p>\n<h2>Izabella Adamczewska-Baranowska<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone \" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Utopia nel\/del reportage. \u201cLa relazione del sogno\u201d nel contesto della teoria del triangolo autobiografico del reportage<br \/><\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo \u00e8 un tentativo di applicare la teoria del triangolo autobiografico di Ma\u0142gorzata Czermi\u0144ska durante l\u2019analisi di reportage in cui l\u2019immagine del mondo, \u00e8 il risultato della fedelt\u00e0 ai fatti, influenzata dell\u2019esperienza dell\u2019autore e della rappresentazione letteraria. A seconda dell\u2019elemento dominante si possono distinguere resoconti che si presentano principalmente come una testimonianza, altri come una confessione o ancora come una sfida. L\u2019autrice presenta tale concetto sulla base di selezionati reportage contemporanei sull\u2019utopia (Eksperyment Utopia di Dylan Evans, \u015awiaty wzniesiemy nowe di Urszula Jab\u0142o\u0144ska, Auroville. Miasto z marze\u0144 di Katarzyna Boni e Nied\u017awiedzia przys\u0142uga di Matthew Hongoltz-Hetling). Tale tema sottolinea l\u2019importanza del punto di vista adottato e allo stesso tempo fornisce riflessioni sui reportage.<\/p>\n<h2>Katarzyna Ostrowska<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Riflessioni linguistiche e stilistiche sulla tipologia del reportage polacco contemporaneo (basato su testi selezionati)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Lo scopo dell\u2019articolo \u00e8 presentare la tipologia del reportage polacco contemporaneo \u201cin forma di libro\u201d basata sul criterio linguistico e stilistico, attraverso l\u2019analisi di tre testi vincitori del premio Beata Pawlak, tra cui Zab\u00f3jca z miasta moreli. Reporta\u017ce z Turcji di Witold Szab\u0142owski, Krasnojarsk zero di Bartosz Jastrz\u0119bski e J\u0119drzej Morawiecki, Ziarno i krew. Podr\u00f3\u017c \u015bladami bliskowschodnich chrze\u015bcijan di Dariusz Rosiak. L\u2019autrice fa riferimento alle classificazioni esistenti del reportage presentate da Jacek Maziarski, Jadwiga Litwin e Kazimierz Wolny-Zmorzy\u0144ski, e successivamente tenta di presentare una propria classificazione, distinguendo il reportage in base alla presenza di specifiche caratteristiche degli stili funzionali. Di conseguenza presenta reportage artistici, giornalistici e scientifici.<\/p>\n<h2>Teodoro Katinis<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IT.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> Definire la retorica: il \u201eDell\u2019arte oratoria\" di Sperone Speroni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>This contribution focuses on Sperone Speroni\u2019s text Dell\u2019arte oratoria (On the Oratory Art), one of his short treatises dedicated to rhetoric. The main aim is to define the different aspects of the text\u2019s style and content that make it a relevant source for exploring Speroni\u2019s rhetorical thought. Combining classical sources with his original perspective, Speroni attempts to support rhetorical art by using rhetorical means. This text was not meant to be read by the public and it reveals an erratic argumentation looking for efficacious definitions of oratory to defend it from its detractors.<\/p>\n<h2><strong>Aleksandra Paliczuk\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IT.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"><\/em> <em>Tra il pensare e il fare c\u2019\u00e8 di mezzo il parlare. Alcune riflessioni sulla natura dell\u2019atto linguistico<\/em><br \/><\/strong><\/p>\n<p>Questo lavoro esplora una delle nozioni principali della linguistica pragmatica, ovvero la teoria degli atti linguistici. Prende in esame il rapporto tra pensiero, parola e azione. L&#8217;articolo mira a mostrare la struttura della lingua e delle sue componenti attraverso le idee di diverse scuole di lingua. \u00c8 un tentativo di rispondere alla domanda posta in una delle opere di John L. Austin: &#8222;Come fare cose con le parole?\" (1962). Cerca di spiegare come le persone comprendono significati di determinate parole, frasi o espressioni, anche se il loro significato letterale \u00e8 diverso da quello inteso. L&#8217;articolo descrive la nozione di atto linguistico, anche in relazione alle opportunit\u00e0 contemporanee di comunicare nel mondo virtuale, e spiega perch\u00e9 \u00e8 legato ai tre concetti citati (pensiero, parola e azione). Di conseguenza, apprendiamo che esistono molte relazioni complesse riguardanti varie abilit\u00e0 umane e altre forme di attivit\u00e0.<\/p>\n<h2>Simone Guagnelli<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/IT.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"> La concretezza come procedimento. Contributo per una storia di Memorial<\/em><\/strong><\/p>\n<p>The present article offers a brief history of the Russian non-governmental organisation Memorial, a recent winner of the Nobel Peace Prize, from its origins in the 1980s to the present day. It also proposes an attempt to create a bibliography which could be used for a larger monographic volume, a more detailed work capable of going into more detail about the founding instances of the most important cultural movement of resistance in Russian and post-Soviet society. The nearly simultaneous invasion of Ukraine and the banning of Memorial make the publication of such a work urgent. It would not only outline the organisation\u2019s development but also become a manifesto of concrete common action for a new Europe arising at the end of the conflict, which could thrive on the shared themes of historical memory and the defense of civil rights<\/p>\n<h2>Pawe\u0142 Rogalski<\/h2>\n<p><strong><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium\" src=\"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/PL.png\" alt=\"\" width=\"22\" height=\"15\" title=\"\"><\/em> La neve cadr\u00e0 prima che la Siberia si disgeli. Prima o dopo l\u2019impero?: J\u0119drzej Morawiecki: \u201eSzuga. Krajobraz po imperium\". Czytelnik, Warszawa 2022, 280 s.<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Attraverso un testo critico su \u201cSzuga. Paesaggio dopo l\u2019impero\u201d di J. Morawiecki, l\u2019autore cerca di rispondere a diverse domande. Esiste ancora nel 21\u00b0 secolo la Russia nel discorso imperiale? Rappresenta la caduta del mito che \u00e8 ormai in rovina? O l\u2019impero \u00e8 un episodio storico necessario per bilanciare le forze in una crisi globale? L\u2019ideologia come legante, invece di costruire positivamente la soggettivit\u00e0 della comunit\u00e0, contribuisce a costruire un nuovo, pericoloso fantasma dell\u2019impero? Raggiungiamo luoghi abbandonati e sfocati, dove l\u2019essere umano incontrato genera non solo eventi e avventure, ma \u00e8 anche una testimonianza di tracce ideologiche lasciate sul corpo e sulla psiche.<\/p>\n<p>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[187,2767,2769],"tags":[],"class_list":["post-3833","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-abstracts-it","category-nr-1-5-2023-it","category-reportage","clearfix"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3833","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3833"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3833\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3835,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3833\/revisions\/3835"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3833"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3833"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fabrica.us.edu.pl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3833"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}