Abstracts, nr 1 (1) 2019

Tadeusz Sławek


Esercizi mentali. Sui due Travelogues di Kazimiera Alberti

La relazione con lo spazio può essere letta in due modi. Uno è in parte generale e in parte idiosincratico ed è la maniera in cui il passato si manifesta nel presente dell’individuo. L’altro, è una connessione molto profonda e intima con il luogo nel quale è possibile stabilire tale relazione ovvero, quando iniziamo a sentirci legati ad un dato spazio. In altre parole quando le linee storiche ed estetiche di connessione si dimostrano inadeguate.

L’anima della Calabria (1950) e Segreti di Puglia (1951), due travelogues appartenenti alla serie l’Italia celebre e sconosciuta, esplorano due regioni totalmente diverse dell’Italia indagando la percezione del paesaggio, la storia e la mitologia radicate in questi luoghi. Inoltre descrive varie pratiche della vita quotidiana che si sono sviluppate nel corso dei secoli. Ne risulta che, la regione diventa più di una serie di luoghi interessanti e monumenti storici che i baedeker esaltano e pubblicizzano per i turisti. Invece, in questo caso, ci occupiamo della decostruzione di tali prodotti culturali già pronti e, facendo un “esercizio mentale”, non solo attraverseremo ma saremo anche situati in luoghi che rivelano il loro carattere provvisorio, metamorfico e la loro incompiutezza, diventando così una sfida al nostro senso morale. Ne deriva che, esercitando memoria e mente, trasformiamo l’allenamento di quest’ultimi in allenamento morale e sociale.

Janina Janas


Tra la Bocca dell’Italia e le sponde del Nervi. Il caso di Kazimiera Alberti.

Nell’articolo si fondono diverse prospettive interpretative. La prima si concentra sul volume di poesie intitolato Usta Italji, pubblicato negli anni ‘30, nel quale Kazimiera Alberti, inconsapevolmente, preannuncia il suo futuro. Le “escursioni poetiche” tra le varie città italiane, rafforzate da elementi di stampo autobiografici, mostrano una soggettività letteraria tutta al femminile. Il discorso biografico rappresenta una cornice per le esperienze affettive quali malinconia, tristezza e passione. Oggi chiameremmo tale esperienza legata ad un dato luogo come “poetica dello spazio”, nella quale gli elementi reali si collegano a quelli immaginari. La seconda parte dell’articolo è dedicata al soggiorno di Kazimiera Alberti in Italia. Quest’ultimo non può essere trattato come un semplice viaggio di piacere o a fini turistici. L’analisi del codice della memoria culturale dà vita ad una rappresentazione convincente dello sforzo con cui il poeta cerca un proprio modo di “vivere” in un mondo che si divide tra il tragico passato polacco e la sicurezza che infonde la terra italiana. Le riflessioni sulla lettera di Kazimiera Alberti indirizzata a Maria Grabowiecka non possono essere trattate come una mera procedura d’interpretazione, ma anche, e soprattutto, un impulso per cogliere, per quanto sia possibile, il fulcro centrale del lavoro dell’Alberti. Si tratta di un gesto di ri-creazione, un tentativo di ri-apertura del mondo verso i grandi miti culturali; una passione creativa la cui evocazione poetica diventa reale come l’isola “immaginaria” di Capri.

Karolina Pospiszil


“Signori nella miseria”, nel racconto di Kazimiera Alberti riguardo gli emarginati

L’articolo si concentra sulla descrizione, presente in quasi tutte le opere di Kazimiera Alberti tra le due guerre, dell’analisi letteraria dei problemi sociali. Ciò che è evidente in questo lavoro è la “gerarchia” delle persone che soffrono per le disuguaglianze sociali, economiche, etniche o legate al sesso. Questa “gerarchia” può essere paragonata ai gironi dell’inferno, sebbene in questo caso il livello della sofferenza non dipende dai peccati commessi ma dal grado di rifiuto della società. L’Alberti colloca gli ibridi culturali ed etnici nel più profondo cerchio dell’inferno – sono visti come stranieri (e spesso non come esseri umani) da entrambe (o più) culture / comunità da cui provengono.

Halina Magiera


Sulla base della mancanza. Una rilettura de “Il ghetto condannato”. 

L’articolo è un tentativo di reinterpretazione del romanzo di Kazimiera Alberti, Il ghetto condannato, attraverso nuovi strumenti teorici e metodologie, tra cui la Decostruzione di Derrida e la prospettiva femminista. La protagonista principale del racconto, Rosa Grünszpann, non solo è tormentata dai sensi di colpa ma anche dai propri pregiudizi nei confronti del gruppo etnico, dal quale ella stessa proviene. Allo stesso tempo combatte con le questioni di genere. Questi tre elementi sono indissolubilmente legati fra loro. Così, Rosa, aiutando le persone della sua casa famiglia, del ghetto, cerca di far fronte alle proprie paure, al disgusto ed ai problemi di identità.

Anna Krawczyk


La voce tremante della poetessa

L’articolo si presenta come una polemica contro i testi critico-letterari che definiscono Kazimiera Alberti un’autrice dalle opere “chiare e semplici”. La raccolta di poesie, Godzina Kalinowa, racchiude la ricchezza delle tradizioni, fonti di ispirazioni della poetessa: dal francescanesimo, ai riferimenti biblici, fino alla cabala. Inoltre, una delle caratteristiche dei versi dell’Alberti sono “le fessure e le crepe”, che interpretate nel contesto della filosofia di Kierkegaard, Derrida e di Agata Bielik-Robson, possono mettere in risalto l’originalità della scrittrice. Andare oltre le idee di minoritas e fraternitas, attraverso la metafora della corda, porta il lettore a scoprire interessanti riflessioni sul desiderio e sul vivace atteggiamento di insaziabilità. L’Alberti anticipa la sua epoca sia nella sua creazione letteraria, sia nella propria vita straordinaria e ricca di fascino.

Tomasz Gęsina


L’unicità delle montagne. Il paesaggio dei Tatra nella poesia di Kazimiera Alberti.

Nell’articolo viene trattato il tema del paesaggio dei monti Tatra nelle opere di debutto di Kazimiera Alberti pubblicate sulla rivista annuale “Wierchy” (1926) e nel volume La rivolta delle valange (Bunt lawin) (1927). L’autore, rifacendosi alle ricerche già esistenti sulla letteratura dei Tatra, ed in particolare soffermandosi su quelle del periodo della Giovane Polonia, presenta i motivi più importanti riguardanti i suddetti monti nei lavori della poetessa polacca. I simboli della natura, il fascino della cultura montanara, lo svolgersi delle azioni delle opere nel panorama dei Tatra. A tutto ciò si aggiunge una speciale “tatografia”, ovvero una specie di mappa poetica dei Tatra e dei suoi dintorni.

Rosalba Satalino

La Puglia, una terra da scoprire. Un viaggio con Kazimiera Alberti

Abstract in lingua inglese
Abstract in lingua polacca
Il saggio è disponibile in lingua italiana

Giulia Kamińska Di Giannantonio

Le peculiarità altoatesine nella narrativa italiana – il caso di Eva dorme di Francesca Melandri

Abstract in lingua inglese
Abstract in lingua polacca
Il saggio è disponibile in lingua italiana

Sara Spina

Viaggio storico letterario nella comunità dei Tatari polacco-lituani attraverso Baśnie, podania i legendy polskich Tatarów di Selim Mirza Chazbijewicz

Abstract in lingua inglese
Abstract in lingua polacca
Il saggio è disponibile in lingua italiana